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Non si vede solo con gli occhi... / I
fattori che influenzano la percezione dei dati sensoriali...
/ Fattori chimico-fisici e corrispondenti elementi anatomici
e fisiologici del senso della vista
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Altri elementi fisici che caratterizzano la funzione visiva umana
sono legati inoltre ai seguenti aspetti che rimandano direttamente
agli elementi corrispondenti dell’anatomia e della fisiologia del
senso della vista e dei suoi organi principali, anche se hanno
evidenti legami con grandezze fisiche quali il tempo, lo spazio, le
radiazioni elettromagnetiche, ecc.:
- lo spettro visibile: i nostri occhi sono sensibili
ad una relativamente ristretta gamma (spettro) di frequenza
delle onde elettromagnetiche, gamma che prende il nome di
luce e che, in termini di lunghezze d’onda, è compresa tra
i 400 e i 750-800 nm (nanometri). Tale intervallo di lunghezze
d’onda corrisponde alla gamma dei colori dell’iride, che vanno
dal viola al rosso, gamma ben distinguibile quando si osserva un
arcobaleno in una giornata piovosa di primavera o la
scomposizione di un fascio di luce bianca ad opera di un filtro
prismatico (riprodurre un quadro o un’immagine reale di
arcobaleno; immagine di un prisma ottico)
- il campo visivo: immaginando un cerchio fittizio al
cui centro si pone il soggetto osservatore, la visione combinata
di entrambi i suoi occhi copre circa 200 gradi dei 360 relativi
alla circonferenza del cerchio immaginario. La grandezza finale
di un oggetto che appare nel campo visivo dell’osservatore
dipende sia dalle sue dimensioni fisiche sia dalla sua distanza
rispetto agli occhi del soggetto (immagine)
- l’acuità visiva: è la capacità di distinguere i
particolari delle “configurazioni spaziali” della luce e, cioè,
i dettagli più fini. Una misura dell’acuità visiva viene fornita
dal “test di Snellen” (durante il quale il soggetto deve leggere
righe di lettere scritte su un tabellone posto a distanza
opportuna con caratteri sempre più piccoli) che dimostra che
l’acuità visiva è maggiore al centro del campo visivo, mentre si
riduce rapidamente ai suoi estremi. Una misura relativa, invece,
alla nostra capacità di rilevare visivamente variazioni di
luminosità in funzione della loro rapidità (cioè, dell’ampiezza
di campo visivo che occupano per compiersi completamente): in
media, gli esseri umani riescono a scorgere meglio variazioni di
rapidità media, mentre per rilevare variazioni più rapide o più
lente è necessario un maggiore contrasto (differenza tra le zone
più luminose rispetto a quelle più scure). Un esempio pratico,
in questo caso, la variazione di luminosità che caratterizza un
muro bianco con una estremità lievemente più grigia può essere
compiutamente vista meglio se ci si allontana da esso, riducendo
così l’ampiezza del campo visivo occupato dalla variazione
- l’acuità temporale: la capacità di discernere
variazioni di intensità di luce nel tempo, variazioni che
possono essere più o meno rapide. Anch’essa è limitata,
analogamente all’acuità visiva, ma in questo caso ne abbiamo
tutto sommato un vantaggio pratico: si pensi ad esempio alle
lampadine alimentate con corrente alternata (che si accendono e
si spengono circa 50-60 volte al secondo) e che alla nostra
vista appaiono emettere una luce continua, oppure ai 24
fotogrammi che ogni secondo illuminano (rispetto ad altrettanti
segmenti di oscurità) uno schermo per la proiezioni di un film.
Tale fenomeno, noto con il nome di “fusione da barlume”, si
ricollega alla cosiddetta “persistenza delle immagini sulla
retina” ed è maggiore al centro del campo visivo, mentre
l’acuità temporale aumenta ai suoi estremi (cosa che si nota
osservando la luce indirettamente).
Quelli appena elencati rappresentano tutti fattori della vista
umana che sono anche fortemente limitati, e già questo aspetto,
condito col fatto che raramente ne siamo consapevoli, dato che la
maggior parte degli aggiustamenti anatomo-posturali cha attuiamo per
compensarli sono automatici, ci rende conto dei potenziali problemi
a cui andiamo incontro quando riponiamo nei nostri sensi troppa
fiducia rispetto alla realtà di cui essi ci riferiscono.
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trattati in questa zona del sito (psicologia della percezione,
ottica e visione, figure impossibili, paradossi e miraggi...)
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Risorse utili (sul Web)
Note e bibliografia:
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